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GENOCIDI: perdita della memoria

Inserito da redazione il 2 Ottobre, 2010 - 14:08

sommario
Seminario promosso dal "Comitato 11 ottobre" all'interno degli "Eventi Nativi 2010"
9 Oct 2010 - 09:30
9 Oct 2010 - 18:00

Sabato 9 ottobre, dalle 9,30 alle 18,00 il Centro di Cultura Ecologica ospita il seminario "Genocidi: perdita della memoria" promosso dal "Comitato 11 ottobre"

Intervengono:

  • Massimiliano Galanti Associazione IL CERCHIO
    "La questione indiana da Colombo a Obama" - Lo scontro tra Occidente e popolazione Indigene
  • Franco Meli Professore di "Studi Americani" presso l'Università IULM di Milano
    "Come si giustifica e si dimentica un genocidio"
  • Bedo Demirdjian Attivista e giornalista Armeno
    "La negazione del genocidio Armeno"
  • Carlos Moraga e Violeta Valenzuela Ass. d'Amicizia con il Popolo Mapuche in Italia La lotta mapuche e i 34 prigionieri politici mapuche in sciopero della fame dal 12 luglio 2010
  • Carla Bassu Ricercatore di Diritto pubblico nell'Università di Sassari Gli aborigeni australiani: il riconoscimento dei diritti individuali e l’integrazione/segregazione sociale.
  • Francoise Kankindi Presidente Associazione Bene-Rwanda Il genocidio dei Tutsi rwandesi - Segnali premonitori di una "cultura del genocidio"
    Proiezione del documentario "FUNERAL BORORO "L'indio ieri, oggi e domani" a cura di Franco Vismara - Video inedito Realizzato da Darcy Ribeiro e Heinz Forthman nel 1953

I Relatori
Massimiliano Galanti, da circa trent’anni si occupa di diritti dei popoli indigeni. Dal 1995 è membro del Comitato Direttivo dell’Associazione IL CERCHIO – Coordinamento Nazionale di sostegno ai Nativi Americani. E’ autore del libro: "La questione indiana – da Colombo a Obama".

Franco Meli, professore associato di "Studi Americani" presso l'Università IULM di Milano, si è occupato della storia, della cultura e della letteratura contemporanea dei nativi nord-americani, pubblicando vari saggi sulle vicende storiche e contemporanee che hanno contraddistinto i rapporti tra le varie "Nazioni Indigene" e il governo americano. Ha tradotto e introdotto le voci più significative del cosiddetto "Rinascimento Nativo" e in particolare i saggi di Vine Deloria, le opere di N.S. Momaday, J. Welch, S.Ortiz, L.Silko e molti altri.

Bedo Demirdjian, discendente armeno, nato in Libano, Beirut, nel 1975. Nel 1986 la sua famiglia si è trasferita ad Atene, a causa della guerra civile in Libano. Nel 1988 è a Cipro per frequentare la Melkonian Educational Institute, collegio armeno di lingua inglese. Dopo la laurea nel 1994, torna in Grecia e si iscrive presso l'Università di Peireaus, laureandosi in economia internazionale e europea. E’ impegnato nelle Comunità armene del Libano, Europa e Stati Uniti orientali e collabora anche con i quotidiani armeni pubblicati in questi paesi.

Carlos Moraga , discendente indigeno, esule mapuche in Italia dal 1976. Rappresentante della associazione d'Amicizia con il Popolo Mapuche in Italia. Promotore della conoscenza storico-politica del territorio araucano e della nazione Mapuche dalla conquista spagnola all'attuale situazione. "Violeta Valenzuela, rappresentante dell‘Associazione d'Amicizia con il Popolo Mapuche in Italia attivista dei Diritti Umani.

Carla Bassu , ricercatore di Diritto pubblico nell'Università di Sassari, e insegnante di Organizzazione Costituzionale Italiana ed Europea e Legislazione Turistica. E' direttore dell'area Istituzioni dell'Istituto per la competitività e fa parte dell'Ufficio studi dell'Arel, Agenzia di ricerca e legislazione fondata da Beniamino Andreatta. Ha svolto periodi di ricerca presso la Columbia University di New York e la T.C. Beirne Law School della University of Queensland, Australia. Fa parte della redazione della trasmissione televisiva «Ecubo – Energia, Ecologia, Economia». E’ autore di articoli e saggi in tema di diritto pubblico e costituzionale comparato, con particolare riferimento alle tematiche dei diritti fondamentali, organizzazione costituzionale, diritto regionale e diritto ambientale.

Francoise Kankindi, cittadina rwandese che vive in Italia da 14 anni. Laureata in Economia e Commercio all’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si trasferisce a Roma dove vive e avora. Con altri cittadini ruandesi residenti in Italia, ha fondato l’Onlus Bene-Rwanda, (in lingua Kinyarwanda significa figli del Rwanda) di cui è presidente, con l’obiettivo di conservare la memoria dei tragici avvenimenti che colpirono il suo popolo nel 1994 e di diffondere al contempo gli strumenti per riconoscere i segnali premonitori al formarsi di una "cultura del genocidio". "Franco Vismara, documentarista. Negli anni '70 ha viaggiato nelle terre del Sud America e frequentando il popolo BORORO, ha raccolto un’ampia documentazione, utile a completare un’enciclopedia tematica che, non ancora pubblicata in Italia, sarà presentata in anteprima.

Chi siamo
Il Comitato "11 Ottobre", formato da gruppi e associazioni che da molti anni si battono per il diritto all’autodeterminazione dei popoli indigeni, si è costituito a Genova il 13 aprile 2008 allo scopo di diffondere la conoscenza di una storia diversa da quella scritta dai vincitori e promuovere iniziative di supporto a tutte le rivendicazioni che oggi, faticosamente, i popoli nativi portano avanti. "Cercare le radici per trovare il futuro
Pensiamo sia necessario partire dalla consapevolezza che ad una strada lastricata d’oro "scoperta" dai colonizzatori ne è corrisposta un’altra, di lacrime e sangue, sofferta dai colonizzati. La metafora può apparire forte ma di fatto siamo a ricordare un genocidio perpetrato su milioni di persone e migliaia di popoli e culture. Non serve oggi, e non lo vogliono i popoli indigeni, focalizzare l’attenzione e l’analisi su quanto è avvenuto in passato, però ignorare la storia non produce pacificazione, ma rancori.
La possibilità di costruire un futuro, fondato su un vero rapporto di rispetto e incontro reciproco, deve partire dal riconoscimento di ciò che è accaduto e continua ad accadere anche oggi ai popoli indigeni in ogni parte del mondo, dal Botswana al Tibet, dalle Americhe all’Oceania.

Cosa vogliamo fare
Proponiamo, ogni anno in prossimità dell’11 ottobre, due giorni di incontri ed eventi culturali che vedano tra i protagonisti esponenti delle culture indigene (attivisti, scrittori, artisti, danzatori, …) che possano testimoniare quanto ancora oggi sia viva la propria cultura e quanto sia importante resistere "in positivo", per realizzare spazi autonomi di sovranità e autodeterminazione. In particolare quest’anno vogliamo focalizzare l’attenzione su due aspetti: il genocidio sia culturale che fisico, e i differenti modi e strategie con le quali vengono dimenticati. Infine, le due giornate rappresentano l’occasione per portare avanti la richiesta avanzata dal Comitato al Parlamento italiano, per l’istituzione di una Giornata della memoria del genocidio dei popoli indigeni, in corrispondenza dell’11 Ottobre. La scelta di questa data vuole ricordare, in modo simbolico, l’ultimo giorno di libertà dei popoli indigeni americani, nella speranza che il cerchio spezzato si possa ricomporre per le generazioni future.



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